Un uomo allegro

Giorgio Boe (48 anni appena compiuti) vive in un appartamento milanese con un cognato playboy (Marlon), un nipote adolescente (Dustin) con aspettative alte e pantaloni bassi e una sorella (Anita) costretta a fare da mamma a tutti e tre. Per vivere Giorgio si occupa di ricerche di mercato: intervista gente che consuma tonno e deodoranti, pneumatici e assorbenti, yogurt e conti correnti chiedendogli quanto, quando, come e perche’ li consuma. Nel frattempo lui consuma soprattutto la sua vita, e con essa il sogno di diventare un famoso cantante melodico. E’ palesemente un ipocondriaco, sempre alle prese con malanni veri o presunti. Finche’ un doppio ciclone si abbatte sui suoi giorni tutti uguali.

Dettagli del libro

Titolo

Un uomo allegro

Editore

Miraviglia Editore

Pagine

326

Autore

Marco Cassardo

Marco Cassardo e' nato a Torino, milanese di adozione.
Nel 1998 esce il suo primo libro, "Belli e dannati - Il popolo granata e l'arte della pazienza" (Limina Edizioni), di cui nel 2003 fu pubblicata la seconda edizione. 

Complessivamente, "Belli e dannati" ha venduto oltre 15mila copie ed e' stato ristampato sette volte.
Pubblica poi "Va a finire che nevica" (Cairo Editore), pubblicato nel 2007 e finalista al premio "Libro dell'anno" di Fahrenheit Radio Rai3 e il terzo romanzo, "Mi manca il rosso" (Cairo Editore), nel 2009.
"Un uomo allegro" e' il suo quarto romanzo.

Chiamami anche se e’ notte: il tempo, la vita ed altri misteri.

Tre volte 6 gennaio: 1986, 1996, 2011.
Tre date diversamente ma intensamente significative per la scrittrice-protagonista.
Che peraltro non e’ compiutamente protagonista quanto testimone.
Michela Monferrini, nel ripercorrere, in modo palesemente autobiografico, momenti salienti della vita (la propria), intende porre sotto i riflettori un protagonista assoluto: il tempo.
Il tempo che fa nascere e morire, il tempo che fa crescere ed invecchiare, il tempo che ha un vizio terribile e terrificante: passa.
Il tempo che passa e’ il cuore del sistema narrativo di chi scrive.
All’interno di questo sistema la scrittrice si impegna, con grande successo, nella descrizione di alcune situazioni in maniera estremamente dettagliata e precisa.
La nascita, anzitutto.
Chiunque e’ stato in una sala parto o nelle sue immediate vicinanze, come mamma ( ed e’ ovviamente il massimo), o come padre assistente e partecipe, non lo puo’ scordare mai.
Ma anche in modo piu’ indiretto come nonni e zii, dormienti ma con un orecchio rivolto al telefono.
Tutti, quindi, conosciamo le emozioni, le pulsioni, i mancamenti di certe situazioni.
Molto bella ancora la descrizione di cosa sono il nuoto e la piscina e gli istruttori per i bambini. Una specie di inferno legalizzato dove i bambini vengono ferocemente tiranneggiati con l’avallo e la benedizione delle rispettive famiglie.
Rappresentazione per la verita’ che si addice a qualsiasi attivita’, sportiva o non, cui i genitori sottopongono figliolanze piu’ o meno consenzienti.
Padri e madri, e persino nonni, non accompagnano figli o nipoti in piscina: troppo banale.
Bensi’ essi si immolano sull’altare di futuri campioni del mondo (comunque non meno che europei…).
Particolarmente apprezzabile che questa visione, venata di amara ironia, venga da parte di una istruttrice di nuoto.
E ancora il desiderio infantile di un cane.
Completo, totalizzante, assoluto, senza se e senza ma, che spesso rappresenta la prima durissima battaglia tra genitori e figli.
E poi lo scontro con i primi dolori della vita.
Le malattie, il dolore, la morte.
C’e’ tutto nel libro della Monferrini, che non ha intenzione di stupirci bensi’ di farci compagnia.
E non e’ forse anche questo che chiediamo ad un libro?