Un marito

Patrizia e Ferdinando sono sposati da più di vent’anni e nella loro vita tutto si ripete uguale.
Insieme gestiscono una rosticceria a Marassi nella periferia di Genova.
È Ferdinando a sconvolgere i piani: tra poco compirà cinquant’anni e vuole fare qualcosa di pazzo: una vacanza, la prima e l’unica, tre giorni a Milano.
Ma attenzione: quando cerchiamo un cambiamento spesso la vita ci prende sul serio.

Dettagli del libro

Titolo

Un marito

Autore

Michele Vaccari

Editore

Rizzoli

Pagine

235

Autore

Michele Vaccari

Michele Vaccari (Genova, classe 1980) si occupa di editoria e comunicazione.
Scrittore e direttore editoriale, editor, insegnante, formatore.
Un marito, uscito nel 2018, è il suo ultimo romanzo.

E NON CHIAMATELO DESTINO. IL FATO SVELATO NELL’ULTIMO ROMANZO DI MICHELE VACCARI
Un marito non è una storia come tante.
È una storia pura e lontana dal pensiero comune e questo, anche questo, la rende affascinante.
È una  storia che diventa  “la  storia”, nel sottile gioco di seduzione letteraria che accompagna l’utilizzo che Vaccari fa dell’uso dell’articolo indeterminativo. A cominciare dal titolo, per poi diventare determinativo nel corso della narrazione: mai a caso e mai per sempre.
E il lettore si chiede: che cosa determina l’indeterminato in questa storia?
Tutto sembra “per sempre” ma nulla lo è in un gioco narrativo fatto di luce, di nebbia e di paura.
La luce è  quella che inonda Marassi, il quartiere di Genova dove Ferdinando e Patrizia, un marito e una moglie, vivono e lavorano.
La luce diurna che cresce, e con il suo carro del Sole illumina, distende le pieghe dei tetti genovesi e scalda la vita dei coniugi.
Vita  fatta di grande intimità e complicità e il lettore è li, avvolto nella loro tenerezza, ironica a tratti, a vivere con loro giornate ordinarie ma non per questo bieche o tristi. Al contrario, il ritmo monastico delle loro vite le rende e ci rende sicuri che tutto andrà bene e sarà perfetto così, senza cambiamenti.
Ma il cambiamento li seduce, si fa strada, diventa il piacere da scoprire e da temere.
La potente inquietudine del cambiamento la sentiamo crescere, manifestata in atti e parole, fino ad invadere la vita di Ferdinando e Patrizia senza chiedere troppi permessi, senza garantire dosaggi minimi.
Arriva prima lento il cambiamento, e poi improvviso, come a voler dire beffardo: “mi volevi, eccomi qui!”.
La sente nelle viscere il lettore la paura: la paura di cambiare, la paura quando tutto è  cambiato, della vita nonostante, dell’orrore, della massa, delle piazze, dell’incomunicabilità  che è smarrimento nella grande comunicazione di massa.
Perfetta cesellatura, gioco di luce e nebbia gli ultimi due capitoli che qui non possiamo svelare: opera unica di perfezione stilistica e narrativa da lasciare storditi proprio come dopo un’esplosione.
Per me “Un marito” è un grande romanzo, destinato al lettore modello, quello tanto amato da Eco, il “lettore tipo” che non solo collabora al testo ma lo crea, che sa stare al gioco dell’autore, fino alla parola fine e come in questo caso, anche oltre.
Gabriella Bardaro
Una che legge