Sugar Money

Saint Pierre della Martinica, Antille Occidentali, 1765.
Lucien e suo fratello Emile sono schiavi creoli, al servizio dei “Frères de la  chariteé”, una congregazione di monaci mendicanti che coltivano la canna da canna da zucchero.
Un giorno viene loro affidato un delicato incarico: recarsi a Grenada e ritornare in Martinica con i quarantadue schiavi rimasti sotto il dominio inglese dopo l’occupazione, sui quali i frati rivendicano la proprietà.

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

Sugar Money

Autore

Jane Harris

Editore

Neri Pozza Editore

Pagine

398

Autore

Jane Harris

Jane Harris è nata a Belfast, nell'Irlanda del Nord, nel 1961.
Attualmente vive sulla costa meridionale dell'Inghilterra e ha al suo attivo tre romanzi: Le osservazioni, I Gillespie, Sugar Money.

LUCIEN  ED EMILE, EROI PER CASO AI TEMPI DELLA SCHIAVITÙ
Un romanzo storico con una dettagliata descrizione dei luoghi e dell’epoca.
Ma anche un romanzo di formazione, laddove i due giovanissimi protagonisti affrontano un’impresa che li porta fuori dal contesto abituale e che li farà crescere.
Ma anche un libro d’avventura nel senso classico e pieno del termine, con vicende che si intersecano e galoppano con ritmo e godibilità assoluta.
In tutto ciò l’autrice è bravissima nel rimanere nell’ambito del possibile senza sconfinare nell’utopia o nella facile e banale condanna morale.
Lucien ed Emile, i due fratelli protagonisti della storia, non sanno immaginarsi una realtà diversa da quella da cui vivono da generazioni: la schiavitù.
Con grande ironia, che è distacco lucido ma anche phatos profondo, la scrittrice lascia che i fatti siano narrati attraverso gli occhi di quello che è poco più di un ragazzo ma fa si che i valori, i giudizi, le valutazioni siano ambiti esclusivamente lasciati al lettore.
Ottima capacità di creare personaggi forse loro malgrado un po’  divertenti e rappresentativi di un intero microcosmo senza  cadere in banali stereotipi.
I due fratelli devono affrontare un’impresa degna del Brancaleone del Monicelli e ovviamente non va tutto come previsto: un po’ Bertoldo e Cacasenno, un po’ Huch Finn e Tom Sawyer, un po’ persino Troisi e Benigni.
Un umorismo diffuso a piene mani dell’autrice che però non dimentica di non turbare l’equilibrio profondo del romanzo.
Gabriella Bardaro
Una che legge