Non dirmi che hai paura

Samia e’ una ragazzina somala come tutte le altre o quasi: nata all’inizio degli anni ’90, vive con la sua numerosa famiglia povera, in una casa condivisa con un’altra famiglia che alla sua assomiglia. Dormire nella stessa camera su materassi gettati per terra, promiscuita’ tra fratelli e sorelle, questo e’ il loro quotidiano.Ne’ bagno ne’ acqua. Solo un cortile polveroso e nel suo centro un eucalipto. Le due famiglie hanno stretto, sin dall’infanzia dei padri, dei legami di grande amicizia. E adesso e’ il turno della piccola Samia con il vicino Ali. Tutti e due si proclamano “abaayo” e “Aboowe” sin da piccoli (sorella e fratello). I due padri, per guadagnarsi miserevolmente la vita, si spostano quotidianamente al grande mercato di Mogadiscio a vendere quello che possono. Samia ha un sogno

Dettagli del libro

Titolo

Non dirmi che hai paura

Autore

Giuseppe Catozzella

Editore

Feltrinelli

Pagine

236

Autore

Giuseppe Catozzella

Giuseppe Catozzella (Milano, 18 giugno 1976) e' uno scrittore e giornalista italiano. Nato a Milano, si e' laureato in Filosofia all'Universita' degli Studi di Milano. Inizialmente ha pubblicato poesie, racconti e reportage su riviste, Nazione Indiana, il IX Quaderno di Poesia da Fare o in antologie. Scrive o ha scritto su L'Espresso, Sette, Il Corriere Nazionale, Max, Lo Straniero. Tiene un blog sul sito del Fatto Quotidiano. Ha lavorato come consulente editoriale per Arnoldo Mondadori Editore. Lavora come editor per Giangiacomo Feltrinelli Editore. A ottobre 2013 ha rappresentato l'Italia a New York, insieme a Robert Pinsky, per l'anno italiano della cultura negli Stati Uniti. Collabora in qualita' di docente di scrittura con la Scuola Holden e la UM University di Miami, negli Stati Uniti. Nel 2014 ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Non dirmi che hai paura, in corso di traduzione nei piu' grandi editori in tredici Paesi.

Giuseppe Catozzella: ci voleva questo libro.

Con questo libro, l’autore ha voluto raccontarci una storia incredibile, degna di un romanzo di avventura.
Pero’ Samia Yussuf Omar e’ un personaggio vero. I fatti principali raccontati in questo libro sono reali. Forse gli appassionati di atletica l’hanno notata nelle Olimpiadi di Pechino e si ricordano di lei, Olimpiadi che hanno fatto parlare di se’ sia dal punto di vista diplomatico che da quello sportivo.
“Non dirmi che hai paura” e’ anzitutto un romanzo sulla voglia di vivere, sull’amore della vita, sulla ricerca, che a volte appare insensata, della liberta’. Attraverso la singola storia di Samia, molto commovente, si trasmette la storia di un paese, di cui purtroppo parliamo poco e del quale qui lo scrittore tenta di fare il ritratto.
Viene raccontato, grazie alla figura di Samia, il destino di milioni di persone, cacciate dalle dittature e dai fanatismi piu’ diversi, sfruttati da deboli solo un po’ piu’ forti di loro.
Nello specifico si narra della poverta’ e della pazzia islamica, che spinge persone a diventare bestie, trattate come tali in quanto deprivate di tutte le attivita’ (sport, cultura, musica, ballo, arte, ecc.) che in qualche modo innalzano e rinfrancano le donne e gli uomini.
Abnegazione ci vuole per provare ad affermare la propria dimensione di essere umano. Tanta. E Samia l’ha avuta.
L’inizio del libro puo’ apparire un poco lungo e ripetitivo. Sequenze di corsa, amicizia con Ali, spostamenti per le gare, vita quotidiana a casa ritmata dalla dittatura dei gruppi islamici. Forsetutto cio’ e’ voluto : l’autore vuole prendersi il tempo di scandagliare un territorio complesso. Personaggi, multipli e alla fine atipici.
Pertanto se l’inizio sembra dilatare un po’ troppo tempi e spazi, la drammaturgia, viceversa, arriva nella seconda parte con un apprezzabile crescendo.
Non solo nella storia (la vita quotidiana, gli accadimenti, i viaggi, il tutto mirabilmente narrato da un Catozzella che sembra interamente immerso nei luoghi e prospettive e tempi che descrive) ma anche nello stile.
In effetti, da abbastanza neutro all’inizio, lo stile si fa piu’ duro, piu’ secco e percio’ piu’ commovente. Alla durezza delle vicende, al coraggio con cui il personaggio le affronta, vengono contrapposti il dolore profondo, la solitudine, la speranza e la malinconia. Anche l’odio.
Lo stile che oscilla con garbo ed intelligenza tra l’aspro con il quale racconta le cose, e la tenerezza travolgente con la quale l’autore fa trasparire i pensieri della protagonista.
Insomma un bellissimo libro, che prova a parlarci dell’ignoranza della situazione tragica dei paesi di cui non sappiamo e forse non vogliamo sapere, e che ci da’ una bellissima lezione di vita, da parte di una ragazzina in uno dei paesi piu’ duri del mondo per l’universo femminile. Piangere e soprattutto conquistare dentro di se il senso dell’ingiustizia. A questo ci spinge l’opera di Catozzella. Il che e’ senz’altro un elemento positivo contro tutti gli egoismi edegocentrismi xenofobi. Ci voleva questo libro.