Morte di un uomo felice

A Milano, nella calda estate del 1981, si vive la fase piu’ dura del terrorismo. Qualche mese prima e’ stato assassinato un uomo politico democristiano da una banda armata chiamata “Formazione Proletaria Combattente”, ramo scissionistico delle Brigate Rosse. Il giovane magistrato Giacomo Colnaghi e’ stato incaricato con due suoi colleghi, Micillo e Caterina Franz, di indagare sugli autori dell’assassinio. Missione di questo improbabile trio (Colnaghi apparentemente democristiano a tutto tondo, Micillo meridionale di buona famiglia, raccomandato, Franz, giudice friulana nutrita alla fonte del comunismo): tentare di appoggiarsi sulla (scarsa) “collaborazione” di membri gia’ arrestati per costruire pazientemente il puzzle e provare a distruggere la banda.

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

Morte di un uomo felice

Autore

Giorgio Fontana

Editore

Sellerio

Pagine

261

Autore

Giorgio Fontana

Giorgio Fontana e' nato nel 1981. Vincitore del Premio Campiello, ha pubblicato i romanzi "Buoni propositi per l'anno nuovo" (Mondadori, 2007) e "Novalis" (Marsiglio, 2008), il reportage narrativo "Babele 56" (Terre di Mezzo, 2008) e il saggio "La velocita' del buio" (Zona, 2011). Vive e lavora a Milano. Con questa casa editrice ha pubblicato "Per legge superiore" (2011), piu' volte premiato.

Fontana costruisce con maestria uno scenario molto curato e documentato in cui mettere in luce il ritratto di un uomo servitore della Repubblica e della legge.
A Milano, nella calda estate del 1981, si vive la fase piu’ dura del terrorismo. Qualche mese prima e’ stato assassinato un uomo politico democristiano da una banda armata chiamata “Formazione Proletaria Combattente”, ramo scissionistico delle Brigate Rosse.
Il giovane magistrato Giacomo Colnaghi e’ stato incaricato con due suoi colleghi, Micillo e Caterina Franz, di indagare sugli autori dell’assassinio. Questo improbabile trio ha una missione; (Colnaghi apparentemente democristiano a tutto tondo, Micillo meridionale di buona famiglia, raccomandato, Franz, giudice friulana nutrita alla fonte del comunismo): tentare di appoggiarsi sulla (scarsa) “collaborazione” di membri gia’ arrestati per costruire pazientemente il puzzle e provare a distruggere la banda.
Giorno dopo giorno, si segue il quotidiano del magistrato Colnaghi, alle prese con le sue immense responsabilita’, che a poco a poco lo rendono irrimediabilmente solo. Se i rapporti con i colleghi sono cordiali (meno con la gerarchia), e qualche volta anche fatti di amichevoli baruffe, il modo di vedere e di pensare lascia spesso Colnaghi isolato ed incompreso. Incompreso forse nella sua ossessione, lo e’ anche dalla famiglia, alla quale tristemente non puo’ dedicare l’attenzione che tutti vorrebbero fosse data.
Quest’uomo, in effetti, sposato e padre di due figli, ha dovuto lasciare gli altri membri della famiglia in Provincia per andare in una periferia triste di Milano durante la settimana, allo scopo di dedicarsi di piu’ al suo lavoro.
Dopo ore passate in ufficio fino a tardi, movimentati interrogatoridi terroristi, che progressivamente svelano il carattere complesso del protagonista, Colnaghi s’inventa di popolare la sua solitudine con una insolita routine: diventa assiduo cliente di un bar frequentato da figli morali di partigiani che gli fanno tornare in mente le vicende del padre, appena conosciuto, morto durante la Resistenza, che si intrecciano in un parallelo con il presente diColnaghi… Ma che lo aiuteranno ad andare avanti nella sua esigenza di verita’ e di giustizia, mai esente da sofferenze e difficili conseguenze… Un libro permeato da una profonda umanita’ che ci permette di riflettere, commuoverci, chiarire, capire.
Un libro che non ci lascia indifferenti ma differenti.

Gabriella Bardaro
Una che legge