Ma in seguito a rudi scontri

Torino, il primo aprile 1945, giorno di Pasqua. In una citta’ bombardata, vicina alla “caduta”, due vecchi (giovani) compagni di guerra si ritrovano dopo un anno senza essersi visti. Uno, Zazzi, e’ un paracadutista italiano, animoso, ottimista malgrado tutto, che ha conservato intatti gli istinti di una gioventu’ post adolescente, conforme all’immagine costruita per loro da Mussolini. L’altro invece, e’ un SS tedesco, che in questo giro di tempo, ha perso: la moglie, i figli, il fratello, un piede e un braccio. E ha combattuto in Russia. Questo pero’ non e’ un giorno come tutti.

Dettagli del libro

Titolo

Ma in seguito a rudi scontri

Autore

Giuseppe Culicchia

Editore

Rizzoli

Pagine

133

Autore

Giuseppe Culicchia

Nasce a Torino il 30 Aprile 1965, e' scrittore e traduttore.
Nel 1994 e' stato pubblicato il suo primo romanzo "Tutti giu' per terra" dal quale nel 1997 e' stato tratto il film omonimo diretto da Davide Ferrario.
I suoi libri sono tradotti in più di 12 Paesi.
Collabora con il quotidiano "La Stampa": possiamo leggere ogni venerdi' su Torinosette la sua rubrica "Ho visto cose..." che ci racconta la nostra citta' con l'occhio attento e curioso di uno degli scrittori contemporanei piu' amato dai lettori.

La partita che non vinsi, la guerra che non giocai.
Torino, il primo aprile 1945, giorno di Pasqua. In una citta’ bombardata, vicina alla “caduta”, due compagni di guerra si ritrovano dopo un anno. Uno, Zazzi, e’ un paracadutista italiano, animoso, ottimista che ha conservato intatti gli istinti di una gioventu’ post adolescenziale, conforme all’immagine costruita da Mussolini. L’altro invece, e’ un SS tedesco, che in questo giro di tempo, ha perso : la moglie, i figli, il fratello, un piede e un braccio. E ha combattuto in Russia.
Questo giorno pero’, non e’ un giorno come tutti, perche’ per il giovane Zazzi avviene sicuramente la cosa piu’ importante della sua vita: il famoso Derby! Il compagno tedesco ci mettera’ un po’ di tempo a capire cos’e’ questo Derby, piu’ importante della guerra e della vittoria o della sconfitta stesse: certo e’ che di fronte alle spiegazioni confuse dell’amico torinese, finira’ per sentirne l’anima quando verra’ trascinato nel cuore dello spettacolo.
Culicchia non rinuncia a stupirci mai. L’opera potrebbe essere nata da un sogno-lampo dell’autore che immagina un Derby tra il Toro e la Juventus nel quale si ritrovano alcuni tratti comuni tra un paese dittatoriale e certi atteggiamenti che troppo spesso confondiamo con il “tifo per una squadra”. Una metafora sull’odio immotivato, che porta alla guerra senza che nessuno sappia esattamente spiegare perche’ (Zazzi e’ incapace di fornire una qualche ragione per cui detesta gli avversari della stessa citta’: e’ cosi’, punto e basta.
Cosi sicuramente va nelle dittature, e nelle guerre e cosi’ sembra essere nella mente di Zazzi.
Chi scrive ci racconta un derby che altro non e’ se non la guerra nella guerra, dove la stupidita’ non ha niente da invidiare all’imbecillita’. Accecamento da una parte, sterilita’ dall’altra, o forse il contrario, si sposano per dare la nascita a un odio gratuito, spina dorsale dell’annientamento dello spirito critico delle masse in sofferenza.
Forse in questo romanzo Giuseppe Culicchia, pur non rinunciando alla sottile ironia che caratterizza la sua scrittura ci fa sorridere un po’ meno ma indubbiamente ci costringe a pensare.

Gabriella Bardaro
Una che legge