L’uomo della radura

Sandra è un capotreno, ogni giorno osserva pendolari e viaggiatori occasionali, ne immagina le vite. Elisa è una giovane anima affine, e sarà a lei, complice una sosta forzata, che Sandra racconterà una storia di ferocia e natura, di delitti e rimorsi, un segreto celato nel tronco del frassino di Moncenisio.

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

L’uomo della radura

Autore

Cristina Converso

Editore

Buendia Books

Pagine

80

Autore

Cristina Converso

Cristina Converso, nata a Torino nel 1975. Dottore forestale di professione, lettrice patologica e scrittrice per passione. Dal 2002 lavora presso l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa), dove svolge un ruolo di carattere tecnico. Autrice di numerose pubblicazioni di carattere scientifico-divulgativo inerenti lo stato dell’ambiente in Piemonte, edite dall’Agenzia con la Regione Piemonte. Sul tema degli indicatori ambientali ha pubblicato report tecnici di valenza nazionale presso ISPRA, Ministero dell’Ambiente. Esordisce nella letteratura narrativa con “Le dita di una mano” (Periale Edizioni, 2017) e successivamente con “Infiammati dal sole” (Periale Edizioni, 2017).

L’uomo della radura: un piccolo libro dai grandi contenuti 
“L’uomo della radura”, volendone dare una interpretazione semplice ma non banale, è la storia di una infanzia. E di come traumatico e doloroso sia traghettare dall’infanzia all’età adulta, da una esistenza fatta di ingenuità e di affetti semplici e incondizionati ad una dimensione diversa, difficile, travagliata. In sostanza un nuovo parto. Una rinnovata nascita.
L’espediente escogitato dall’autrice è quello, efficace quanto significativo, di far incontrare due donne che, pur avendo in comune una solitudine forte, sono sostanzialmente collocate sulle due diverse sponde del fiume. Infatti mentre la capotreno Sandra ha di fatto completato il doloroso percorso di crescita, la studentessa Elena è ancora nella fase nella quale il cammino deve essere intrapreso.
Questo conferisce al libro uno spessore ed una profondità tali da farne quasi un racconto di formazione, superando le pur già importanti altre due dimensioni presenti: quella del noir e quella del rapporto natura-uomo. Non a caso qualcuno ha utilizzato per questo libro la categoria green-noir.
La natura, nel libro della Converso, è infatti non solo presente ma protagonista. A partire del mitico frassino di Moncenisio, albero di oltre 300 anni che l’autrice tratta con la delicatezza e l’affetto che si riserva ai personaggi principali dei libri. Ma poi anche il lago, i boschi, il cielo, le montagne. Tutto concorre a comporre un quadro nel quale la natura la fa da padrona non tanto come scenario, ma come cosa viva che ansima e respira e soffre. E che, soprattutto, appare fondamentale nel rapporto con l’uomo. Davvero notevole la capacità dell’autrice di fare cose che paiono scontate ma che spesso, purtroppo, scontate non sono. E cioè inventare una storia, darle gambe, raccontarla bene. Da questo punto di vista tutto nel romanzo fila liscio. L’incontro in treno tra Sandra ed Elena, l’infanzia di Sandra, il precipitare degli eventi nella sua vita, le agnizioni finali. Nulla è lasciato al caso o, peggio, dipinto in maniera approssimativa o sgangherata. I vari livelli, temporali e non, della vicenda si allineano a meraviglia e combaciano senza nessuna difficoltà. La Converso descrive molto bene tutto quanto. Luoghi, fatti, persone. Abbinando alla capacità pittorica una delicatezza e lievità che rende il tutto estremamente godibile. Riesce a rispettare con grande intelligenza l’equilibrio tra illustrazione dell’autore (in questo caso autrice) e la fantasia del lettore. Un piccolo libro dai grandi contenuti.
Gabriella Bardaro
Una che legge