estate

L’estate del ’78

Roberto Alajmo raggiunta e superata l’età in cui la madre è morta , prova a fare letteralmente i conti con questa pesantissima vicenda familiare .

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

L’estate del ’78

Autore

Roberto Alajmo

Editore

Sellerio

Pagine

176

Autore

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo è direttore del teatro Stabile di Palermo , giornalista , autore di molti romanzi .
Tra questi "Cuore di madre " pluripremiato e secondo classificato al Premio Strega.

Ciao Elena !
L’operazione che Alajmo intraprende e che ci offre e’ insieme di grande potenza e di rara bellezza .
Con una eleganza senza pari lo scrittore ci apre la sua stanza più intima e privata , usando le discrete ma efficaci chiavi rappresentate dalla letteratura .
La sua stanza è appunto l’estate del ’78.
Anno nel quale la madre Elena, ormai irrevocabilmente su una china di perdizione fisica e psicologica ,si allontana da casa e da tutti (.non solo metaforicamente ), distrugge qualsivoglia radar che potrebbe contribuire ad intercettarla , abbandona le poche velleità di ripresa e di riscatto e, come in un finale tragico ma scontato , muore .
Alajmo apre così una stanza che e’ solo sua ma grazie ai robusti flitri costituiti dalla letteratura trasforma un dramma privato riuscendo a renderlo universale .
Nella stanza Roberto fa entrare quella che e’ una delle sue principali cifre stilistiche riscontrabile anche in altrI suoi scritti e cioè l’ironia .
Ironia che di volta in volta si presenta amara , graffiante , leggera , ai confini con il cinismo ma che non perde mai l’eleganza che la caratterizza .
Mai autocommiserazione , mai ricerca di conforti.
Lo scrittore non cade mai nella trappola ” il mio dolore e’ immenso e solo io posso capire “.
Anzi ….Roberto bambino e poi ragazzo e infine scrittore non ruba assolutamente la scena alla protagonista : Elena Parrino.
Malinconico , delicato , inquieto , tormentato il romanzo di Alajmo e’ il romanzo che non ci si aspetta .
Leggendo il libro noi lettori ci innamoriamo di Elena Parrino, non per pietà ma colpiti dal suo innegabile fascino .
Le fotografie che Roberto inserisce nel libro portando al massimo lo sforzo di rendere pubblica una tragedia privata ,mostrano una donna sensuale , snella ma con le forme giuste , dal sorriso aperto , facendo da contrappunto alle parole dello scrittore che narrano un corpo che si è  a poco a poco sformato , uno sguardo che si è  spento , una vitalità tramortita,  un talento artistico arrestato .
E poi c’è quel mirabile e sottilissimo filo che divide il passato di figlio al presente di padre .
Come non collegare quelle splendide scene di abbracci con madre e fratello nel lettone guardando insieme Rischiatutto , ad un altro festoso abbraccio con il figlio Arturo diciassettenne ad un concerto di Spreng steel?
In queste immagini c’è l’essenza dei rapporti affettivi tra genitori e figli .
C’è la fisicità come elemento insostituibile nei rapporti familiari e poi c’è tutto lo sforzo che i figli , diventando a loro volta genitori , provano a mettere in campo per imparare dal passato e trasferire gli insegnamenti sul futuro .
Il libro , come tutti quelli di Alajmo,  non spiega,  non giustifica , non giudica , non elimina dubbi , non certifica , in un certo senso ” non finisce “.
Tutto resta come era : magnificamente irrisolto .
” Per ripicca decido di non dormire affatto , sebbene costretto forzatamente a mettere la testa sul cuscino .
E mi addormento invece .
Per quanto possa sembrare uno spreco assurdo prima o poi ci si addormenta sempre “
Ciao Elena , donna volitiva e sconfitta dal desiderio di essere amata , magari come tu intendevi l’amore  , e chissà come lo intendevi…
Gabriella Bardaro
Una che legge