La vita è un cicles

In una gelIda mattina di inverno nel retro dell’Acapulco’s , uno dei peggiori bar di Torino , viene ritrovato un morto ammazzato .
Chi è? Ma soprattutto chi l’ha fatto fuori e perché ?
Dirige le indagini il commissario Giancarlo Martinetto , un poliziotto dal carattere ruvido e apparentemente scostante come la sua città.

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

La vita è un cicles

Autore

Margherita Oggero

Pagine

245

Editore

Mondadori

Autore

Margherita Oggero

Margherita Oggero e' nata a Torino dove vive e ha insegnato in molti tipi di scuole. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo, "La collega tatuata", da cui è stato tratto il film "Se devo essere sincera" con Luciana Litizzetto.
Dal 2003 pubblica alcuni romanzi che ispirano la serie televisiva "Provaci ancora prof" con protagonista la professoressa investigatrice Camilla Baudino.
Ancora romanzi pubblicati con Mondadori e Einaudi tradotti in molti Paesi europei.

Niente è mai identico a come ce lo prospettiamo.
“La vita è  un cicles ” è un giallo ambientato a Torino .
Ma quale Torino ha scelto  Margherita Oggero? La scrittrice  osa ( e non uso a caso questo verbo ) parlare delle periferie .
Ma non quelle finte , le ex periferie , quelle edulcorate e ormai persino di tendenza ma quelle vere , che possono portarsi dietro quando occorre anche  il degrado . Luoghi dove vive  si la gente comune ma accanto  agli “altri ” , situazioni di esistenza molto grama , lontana da lustrini , riflettori e luccichii che al contrario  inondano altre parti della città .
E questo grumo di sensazioni legate alle periferie il libro della Oggero riesce a rappresentarle benissimo.
“Una parte del quartiere , quella nuova e costruita in fretta dopo l’altra , è desolante come tutte le aree periferiche dove imperversa l’incuria e il tessuto sociale è disgregato.
Dove giocando con una bomba carta ai giardini si semidistrugge un caseggiato;dove nessuno vede , nessuno sa niente , nessuno conosce nessuno ; dove i cassonetti incendiati , le panchine sradicate, le vetrine in frantumi sono i fiori che sbocciano ogni notte “.
Questa è la mirabile acutezza con cui l’autrice  descrive , scandaglia, visualizza i luoghi abbandonati della città .Il libro ha da un lato il fascino e l’intrigo del giallo ma non disgiunti dalla levità e leggerezza delle tenere storie d’amore.
Anzi , rispetto alla cifra squisitamente gialla , prevale una volontà dal sapore quasi cinematografico o pittorico , di affrescare realtà caratterizzate da abissi di desolazione .
Nell’illustrazione di questa galassia urbana spiccano personaggi descritti uno ad uno sino a renderli fisicamente visibili nelle loro percettibili differenze .
Li amerete tutti questi personaggi così umani . Uno su tutti merita a mio parere il podio : lui , il commissario Gianmarco Martinetto.
Nell’affollarsi caotico e variopinto costituito da investigatori a vario titolo operanti negli altrettanti libri gialli ,parrebbe estremamente difficile inventarsi qualcosa di credibile , funzionale e funzionante .
Margherita Oggero ci riesce con Giammarco Martinetto .
Un funzionario di polizia normale ,né giustiziere della notte o simpatica canaglia o genio del bene.
Un caposquadra che da del lei ai suoi sottoposti , attento , giudizioso e preparato ma non un supereroe.Privo  di sciatterie da caporale di giornata così come scevro da illuminazioni celesti che gli fanno risolvere il caso.
Una persona gentile e cortese ma che non per questo evita di incazzarsi o di avere un ruolo importante di direzione della sua squadra .
Un uomo con le tristezze e le malinconie e persino l’insonnia della  persona comune.
Con una relazione a distanza che ambedue non sanno bene se collocare nel passato o se rielaborare nel presente per provare a darle un futuro .
Attraverso Gianmarco e Giuliana (la donna del passato che tenta di tornare nel presente ) Margherita Oggero compie una sobria e leggera e delicata indagine sui sentimenti umani.
Ed infine leggendo questo libro vi divertirete,  perché la vita è  un cicles , un chewing gum che inavvertitamente   si attacca sotto ad una scarpa , che ci piaccia o meno , nostro malgrado , nonostante noi.

Gabriella Bardaro 
Una che legge