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La principessa della luna vecchia

“La principessa della luna vecchia” e’ il suo quarto romanzo dell’autrice Marine Jarre.
Scrive e descrive la realtà degli anni ’70 , le grandi e piccole trasformazioni della mentalità e del costume , il rapporto padri e figli , i nuovi assetti familiari .
Siamo a Torino nei mesi che precedono il referendum sul divorzio .
Chi racconta e’ Paolo , un ragazzino di undici anni , che aspetta ansiosamente si crescere e intanto parla il gergo politico dei fratelli maggiori e dei loro amici , azzarda qualche parolaccia , fa suoi slogan e battute colte al volo .
Ha l’allegro coraggio che gli permette di cogliere gli aspetti comici ,,grotteschi e patetici e di raccontarci che il Re e’ nudo .

Dettagli del libro

Titolo

La principessa della luna vecchia

Autore

Marina Jarre

Editore

Einaudi

Pagine

224

Autore

Marina Jarre

Marina Jarre ( 1925 2016) e' stata una scrittrice , drammaturga e insegnante italiana .
Autrice Einaudi anche per ragazzi , nata a Riga in Lettonia , ha vissuto e lavorato a Torino

I BAMBINI CI GUARDANO
Il 12 e 13 maggio 1974 stavo per compiere undici anni, esattamente come il protagonista del romanzo .
Ricordo che i miei genitori votarono NO al referendum abrogativo sulla legge Fortuna / Gaslini entrata in vigore quattro anni prima che permetteva il divorzio .
Una conquista sociale , un passo sulla luna .
“Non possiamo privare i nostri figli di questa opportunità “.
Non ricordo altro, non ricordo alcuna battaglia sociale , ma in quelle parole c’era tutto il loro contributo al mondo che cambiava .
Il romanzo breve ( o il racconto lungo ) di Marina Jarre permette di planare sul senso della vita con la dovuta ironia e l’irriverente serietà .
Paolo , l’io narrante , ha 11 anni e vive in una famiglia “socialmente impegnata “: e’ complicata una famiglia così ma e’ anche piena di risorse, ingombrante e faticosa quanto vivace e stimolante .
L’alibi narrativo  per Marina Jarre e’ il referendum sul divorzio , da qui parte per ricordarci che per fortuna non esistono le famiglie stereotipate e predefinite , ma famiglia può significare stima e rispetto anche e soprattutto  grazie alle soggettive diversità .
Paolo ha 11 anni e sa già che sua madre non è  solo la sua mamma ma anche una donna realizzata  cge sa scegliere , sa e vuole lottare per le cause in cui crede .
Sa andare di notte a scrivere ” NO” sulle  facciate  delle case abitate da benpensanti reazionari che a quel referendum potrebbero votare “SI”.
Ma sa anche mettere le pezze sulla fronte  dei suoi figli quando la febbre e ‘ alta  ed essere esempio di condivisione , ascolto e aiuto tra fratelli così diversi tra di loro  .
Sa trasmettere valori questa madre imperfetta, con la muta consapevolezza di un genitore che per essere utile e’ capace di diventare inutile .
E forse questo  ad un bambino complica la vita aprendo le porte del mondo .
Il padre di Paolo vive altrove , vede i figli raramente e poco sa di loro .
Confonde le età ed i periodi scolastici , fa parte di quei  padri che ” non sanno come sono fatti i figli perche ‘ non li toccano “.
E’più di un uomo gentile , è  un gentiluomo e Paolo ne riconosce la differenza : con gli uomini gentili potrebbe venire il dubbio che lo siano per finta .
Il male assoluto non fa parte del romanzo di Marina Jarre ,c’è il male difronte al quale non ci si arrende,  il dolore trattato con le giuste distanze come spesso merita.
Un romanzo vitale,  impregnato di realistico entusiasmo .
Pagine che trasudano valori senza cadere mai nel patetico, un elogio al laico altruismo , al rispetto per l’altro ,alla valorizzazione delle differenze .
Pagine in cui la vera forza non è  mai la competizione ma il confronto .
Pagine che strizzano l’occhio ad un lessico famigliare che ha la forza di uscire dalla famiglia e dialogare  .
Il dialogo e’ uno dei protagonisti indiscussi di queste pagine , sempre presente persino nei silenzi .
Una finestra su un mondo che cambia e che avrebbe un senso riaprire oggi : quando non parliamo , quando viviamo di social, quando confondiamo l”amore con il possesso , quando le donne vivono amori molesti , quando gli uomini fuggono o sono spettatori assenti della loro vita , quando ci si arrende al silenzio che prende il posto delle parole , quando tutto sembra dover essere omologato inclusi i sentimenti ,quando non si ironizza più sulle cose serie, quando si confondono gli uomini gentili con i gentiluomini .
E poi si rIde in questo romanzo , pagine in cui ci si diverte