La distrazione di Dio

Che forma daresti alla tua vita se potessi vivere quella di un altro ? “La distrazione di Dio” risponde a questa domanda attraverso una storia che coinvolge e attrae in grado di far viaggiare il lettore dentro un secolo, il Novecento , e parallelamente dentro tante vite che in fondo sono una sola.

Dettagli del libro

Titolo

La distrazione di Dio

Autore

Alessio Cuffaro

Editore

Autoriuniti 2016

Pagine

256

Autore

Alessio Cuffaro

Alessio Cuffaro e' nato a Palermo nel 1975 Ha studiato alla Scuola Holden, vive e lavora a Torino La distrazione di Dio e' il suo primo romanzo.

QUANDO DIO SI DISTRAE PUO’ LASCIARCI COL FIATO SOSPESO.

Ho letto il romanzo di Alessio Cuffaro , e se non fosse che la perfezione per nostra fortuna non esiste non esiterei a definirlo il romanzo perfetto . Questo libro funziona come un libro deve funzionare : il lettore , pagina dopo pagina , riconosce ciò che ha aspettato da sempre , e lo accoglie . Perché questo libro e’ dentro di noi , e’ parte di chi lo legge . Una storia in cui c’è tutto : Francesco , il protagonista , si ritrova suo malgrado a vivere molte vite con la fortuna ( o la maledizione ) di ricordarle tutte. Ed ogni vita e’ un racconto, e’ un libro che ne contiene altri , e’ una storia identica che non si ripete mai nello stesso modo . Chi di noi non ha sentito o immaginato un momento della sua esistenza in cui ha creduto di vivere la vita di un altro ? Francesco non lo immagina, Francesco lo sa . E così attraversa un secolo , il 900, passando da un corpo all’altro , parlando lingue diverse , amando e disperandosi anche in modo diverso . Chi scrive racconta in modo sublime l’essenza dell’animo umano : I personaggi che il lettore incontra sono veri perché sono umani : mai solo buoni o solo cattivi sempre forti e deboli , sempre veri , sempre possibili. I rapporto con il cibo , con il denaro , con il sesso , con la paura , con il terrore , con la disperazione , con la musica e……con i libri . E’ sublime il ruolo salvifico dei libri e il filo conduttore che Cuffaro riesce a dare a chi legge e a chi scrive ; un libro può salvare la tua vita da qualunque parte tu stia Sia che tu decida di scriverne uno ( come accade a Zoe ) sia che tu decida di leggerne tanti ( come accade a Jacques). Un libro che e’ anche un film , grazie ad una capacità narrativa che evoca durante la lettura lo scorrere delle immagini . Un libro con le pagine numerate al contrario perché tutto inizia esattamente dove tutto finisce …..o non finisce affatto …. Un romanzo che e’ un dono al lettore, un dono d’amore in grado di farci innamorare .

Gabriella Bardaro
Una che legge


La distrazione di Dio

Mi sono immedesimata nei continui mutamenti, nelle trasformazioni di Francesco e nella sua ricerca.
Ho sperato che la vita di Francesco si “fermasse” e che potesse godere di un lieto fine sempre irraggiungibile.
Ho constatato l’inevitabilità della fine, annunciata dalla numerazione decrescente che ha di fatto aumentato la mia ansia sulle sorti del protagonista.
E mentre leggevo e soffrivo e speravo, riflettevo.
Francesco è l’uomo artefice di una scalata sociale ineccepibile. E’ la generazione dei nonni, solidi e dediti a lavoro e famiglia. E’ il simbolo della possibilità e dell’ingegno, delle trasformazioni del secolo, da falegname a Conte, da cavaliere a pilota. Proprio sul simbolo della trasformazione dei tempi, l’Automobile, simbolo della torinesità di un ingegnere del Politecnico, Francesco perde la vita. E ne occupa altre.
Jacques, giovane borghese parigino, ancora figlio e senza responsabilità.
Josef, adolescente praghese gemello eppure diverso.
Due vite spezzate che la storia di Francesco colma, con difficoltà, a causa di età e lingue differenti, con flebili tentativi di mascherare l’estraneità da corpi che non gli appartengono.
I tentativi di impersonare una parte, vengono smascherati da entrambe le famiglie, che devono sopportare lo stesso dolore di perdita non percepibile, perchè o il figlio, o il fratello sono sotto il loro sguardo, ma in realtà non esistono più. Francesco, sempre più vecchio rispetto all’età dei suoi nuovi corpi vede le guerre, le atrocità, la povertà e la fame. Ma anche il riscatto dell’Europa, il boom economico e i cambiamenti tecnologici. Accettando con quietezza il suo destino Francesco studia, si cimenta e accumula conoscenze. E’ ormai consapevole dei suoi eterni inizi, per cui aspetta il momento in cui dovrà ritrovarsi in un nuovo volto e predispone degli accorgimenti per facilitarsi la transizione. Figlio di un’epoca precedente al consumismo queste azioni sono il suo unico modo per poter sopravvivere al suo inevitabile destino.
Fino al corpo di Zoe, che Francesco occupa ma che lo mette a nudo di fronte alla quantità di cambiamenti insiti in questa sua reincarnazione. Zoe significa accettare la diversità, la difficoltà nel sentirsi uomo e di essere attratti da uomini, per biologia e da donne per atavico ricordo. Ma lo stacco maggiore sta nel luogo, dal Vecchio mondo all’America, con i suoi miti e le sue debolezze. Tutta la fragilità di una vita ormai lunghissima viene sviscerata attraverso la figura di uno psicanalista, poiché sono ormai saltati i vincoli famigliari tipici delle epoche passate e cari all’Europa.
Francesco si trova a ricreare una vita, una routine e un sistema famigliare diverso, affidandosi all’amicizia e permettendosi il lusso di contare sugli altri. Trova un ruolo, l’amore, affidandosi all’arte del compromesso che, solo vivendo quei tempi, ha potuto prendere in considerazione. Non nega più a se stesso nulla e sembra finalmente far pace con se stesso.
La parentesi femminile ha cambiato radicalmente il suo essere e la sua chiusura risulta drammatica e fulminea.
Nella sua ultima trasformazione conosciuta prende coscienza della necessità di liberarsi del suo passato, delineandolo tramite la scrittura, unico modo per sopravvivere ai ricordi che, incombenti, lo imprigionano in un male mentale e fisico.
Non sappiamo il destino di Francesco dopo ciò. Intuiamo forse una speranza, la stessa che proviamo la notte coricandoci nel letto dopo una giornata difficile. O nello svegliarci dopo un infinito incubo.

Eleonora Fiore
Gruppo di lettura