La cena

Due coppie (gli uomini sono fratelli) sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente (piu’ o meno…), si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. E trattengono a stento (molto a stento) i risentimenti reciproci. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli. Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. La famiglia che ruolo avra’ in questa vicenda.

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

La cena

Autore

Herman Koch

Editore

Neri Pozza Editore

Pagine

255

Autore

Herman Koch

Herman Koch (nato ad Arnhem, Olanda, nel 1953) e' noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. All'esordio Red ons, Maria Montanelli (1989) sono seguiti Eten met Emma (2000) eDenken aan Bruce Kennedy (2005). Con La cena (Neri Pozza 2010, BEAT 2011) e Villetta con piscina (Neri Pozza 2011, BEAT 2013) ha ottenuto uno straordinario successo internazionale.

Giorgio Boe: un eroe dei nostri tempi allegro ma non troppo.

La cena: poche favole e tanta verita’ nel libro di Koch.

C’e’ un po’ di Bergman (Ingmar) in questo romanzo.
Famiglie perbene e borghesi e colte e benestanti.
Ristoranti, vestiti, vacanze, case di campagna in luoghi trendy.
Dietro queste vetrine luccicanti si nascondo i peggiori orrori.
Il libro mi fa sovvenire una ormai arcaica rivista satirica, Re Nudo.
Re Nudo era una rivista creativa della sinistra estrema degli anni ’70 ed aveva le pagine centrali che diventavano un manifesto. Ne ricordo uno su tutti.
La fotografia era quella di una oleografica famiglia modello. Padre, madre, figlia e figlio.
Tutti belli, biondi, sorridenti, luccicanti.
Una vera immagine da Mulino Bianco.
“La famiglia e’ ariosa e stimolante” era scritto a grandi caratteri sopra la fotografia. “Come una camera a gas” era aggiunto in piccolo in fondo sulla destra.
Koch ci mostra con rara maestria questo concetto.
La famiglia, il mondo delle persone per bene, il pezzo “alto” della societa’. Luoghi dove si nascondono terribili segreti, nefandezze immense,complicita’ nefaste.
I due fratelli Lohman si detestano, considerandosi a vicenda dei buoni a nulla.
Le mogli accettano un ruolo di velleitarie comparse.
I figli non si sa cosa pensano, vogliono, amano.
La famiglia diventa un involucro, buono solamente a proteggerti dal freddo come un maglione di lana. Se poi questo involucro e’ in grado di aiutarti a crescere oppure no, chissenefrega… Eccellente l’abilita’ di Koch nell’illustrare questi ed altri pensieriprofondi e brutali con l’intelligente scansione temporale di una cena. Aperitivo, primo, e cosi’ via.
In queste fasi all’apparenza banali scorrono brutalita’, orrori, angosce. Interessante anche un progressivo ribaltamento dei ruoli e delle situazioni. O comunque un loro attorcigliamento emblematico.
Laddove primigenie sicurezze cozzano con l’evidenza dei fatti.
Si parte con il “cattivo” che piu’ cattivo non si puo’. Ovviamente, un politico.
Quanto e’ facile e di successo parlare male oggi della politica e dei politici!
Ma Koch non cade in questa trappola.
Serge Lohman e’ il futuro presidente del Consiglio dei Ministri olandese. Indirizzato ad un sicuro successo.
Il fratello Paul, che peraltro dal canto suo non e’ riuscito nemmeno a conservare un impiego da insegnante, lo odia e lo detesta. E nel libro, svolgendo il ruolo di “io narrante”, deride ed umilia e ridicolizza il fratello.
Noi tutti, schiera mediocre di “polli mediatici”, ridiamo con lui e disprezziamo il politico.
Poi lo sviluppo del racconto ci illustra che le spiegazioni possono essere diverse.
Con un finale che personalmente ho trovato da pugno nello stomaco.
Nulla di eclatante accade, intendiamoci.
Pero’ si disvelano caratteri e meschinerie e orrori.
Un finale arioso e stimolante.
Come una camera a gas.
Un “bravo” a Koch.
Poche favole nel suo libro.
Tanta verita’.