Invito a cena

Undici racconti.
Pur essendo un libro di racconti si presenta come una concept opera, laddove i file rouge che la attraversano sono diversi.
Su tutti la condizione maschile nel terzo millennio.

Dettagli del libro

Titolo

Invito a cena

Autore

Joshua Ferris

Editore

Neri Pozza Editore

Pagine

240

Autore

Joshua Ferris

Scrittore statunitense. Nel 1999 ha pubblicato il suo primo racconto, Mrs. Blue, apparso sulla Iowa Review. Ha raggiunto la fama come scrittore con il suo romanzo d'esordio, Then We Came to the End, pubblicato nel 2007, tradotto in venticinque lingue. Nel 2010 è uscito il suo secondo romanzo, The Unnamed (Granta 109), e nel 2014 il terzo, To Rise Again at a Decent Hour.

La disfatta del maschio.
Nessun dubbio in merito alla straordinaria capacità di Joshua Ferris nel rappresentare situazioni, anche le più dure ed amare, con delicatezza, scegliendo con cura le espressioni e le immagini da trasmettere al lettore.
Elemento centrale (ma non unico) che lega tutti i racconti è l’indagine spietata e severa del maschio nella società di oggi.
Storie nevrotiche di individui risucchiati nel gorgo della propria umana miseria, vite annegate nella solitudine, inettitudine, crudeltà dell’egoismo quotidiano.
Le figure maschili ne escono massacrate, contraddistinte come sono dalla loro pochezza e devastante inconsistenza.
A fronte di questa rappresentazione del maschio di oggi non ci sono (io direi fortunatamente) oleografie e contrapposte illustrazioni su una supposta missione salvifica delle donne.
Ognuna delle storie si addentra mirabilmente nelle incomprensioni, spesso esilaranti che accadono tra gli estranei  e gli amanti e i famigliari e gli amici trasformando le vite ordinarie in vite straordinarie.
Elemento centrale del narrare di Ferris è il suo robusto lato ironico, una cifra comica ed esilarante che pervade quasi tutte le pagine del libro.
Undici racconti spassosi, simpatici, ironici senza mai perdere nulla in termini di profondità e serietà complessiva.
Lo consiglio a chi è diffidente nei confronti delle storie brevi.
Potrebbe ricredersi.
Gabriella Bardaro
Una che legge