botte

Il raccoglitore di pigne

La storia di Ahmed , un umile raccoglitore di pigne originario di Beni Mellal,  lasciata ormai troppi anni fa , dove viveva in una casa color sabbia vicino alle montagne dell’Atlante .

Di lui conosciamo la sua straordinaria abilità nel raccogliere pigne : quasi duecento sacchi al giorno .
Apprendiamo inoltre che e’ ‘piccolo , magro, che si sposta in bicicletta e che vive come tanti disgraziati pari suo in luoghi di disperazione privi di acqua , luce , calore: privi di tutto .
E poi un giorno …poi un giorno ad Ahmed accade un evento imprevisto ed imprevedibile :trova tra gli aghi di pino una catena d’oro con un crocifisso intarsiato di diamanti .
Dietro la croce , simbolo di una religione non sua , un nome inciso :di qui una serie infinita di ” che fare ?”.

Dettagli del libro

Titolo

Il raccoglitore di pigne

Autore

Anselmo Botte

Editore

Caffèorchidea

Pagine

210

Autore

Anselmo Botte

Anselmo Botte è nato a Barile ( PZ) nel 1953.
Ha aderito al gruppo politico extraparlamentare del Manifesto ed è stato tra i protagonisti del movimento studentesco del 77.
Nel 1980 si è laureato discutendo una tesi sperimentale sull'analisi delle classi sociali in agricoltura.
Ha svolto una delle prime ricerche sulla presenza degli immigrati in Campania.
Alla fine degli anni '80 e' stato tra gli organizzatori del movimento dei disoccupati di Salerno : suo e' il progetto di assistenza domiciliare agli anziani che ha trovato uno sbocco occupazionale per centinaia di disoccupati.

“Uomini no “

Questo libro può sembrare la storia di Ahmed , il protagonista , ma forse a pensarci bene non lo è  affatto .

E’ invece un romanzo corale , lirico , emozionante , commovente .
E’ la storia purtroppo ” trita e ritrita ” di donne e uomini privati di tutto ,che non hanno dignità , giustizia , visibilità , ombre sullo sfondo di una caverna che non darà mai loro nemmeno briciole o frammenti di serenità .
Anselmo Botte , operatore da molto tempo in queste realtà oscure e nascoste , riesce molto bene a miscelare narrazione fantastica a realismo quasi saggistico, producendo un libro che svicola e scivola e scavalca tra i generi .
Racconto , romanzo , saggio , pamphlet .
Il libro di Botta e ‘ tutto questo insieme ,una sorta di grido lanciato a denuncia degli strazi nel mondo ,mondo che tratta i suoi figli in modo così drammaticamente diverso e divergente.
Le capacità di scrittura e di narrazione dell’ autore , decisamente buone , quasi vengono messe ai margini rispetto ad una palese sensibilità che lo porta ad amare ( di un amore struggente ) il mondo che conosce e che si sforza di rappresentare .
Notevole la sua bravura nel rappresentare Ahmed ed  i suoi compagni così come vengono vissuti spesso dalla nostra società ossia come ombre , sempre e continuamente sullo sfondo , ombre che ignoriamo , che evitiamo , che facciamo finta di non vedere.
Persone che semplicemente non esistono , delle quali nessuno si cura .
L’essenza del libro e’ la volontà , la necessità di raccontare un mondo sconosciuto , abbandonato e lontanissimo .
La visione che ne esce è quasi epica ,da esodo biblico,  oscillando tra disperazione e voglia di ribellione , rassegnazione e lotta , abbandono e paure .