Il diavolo ha scelto Torino

Attraverso una Torino gelida, crepuscolare e misteriosa, a cavallo tra le due guerre, un gruppo di intrepidi amici guidati da un giovane ed arguto psichiatra si tuffa in un’avventura da brivido alla caccia di uno spregiudicato genio del crimine che sta per mettere le mani su un volume dai poteri diabolici …

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

Il diavolo ha scelto Torino

Autore

Stefano Sciacca

Editore

Robin edizioni

Pagine

352

Autore

Stefano Sciacca

Stefano Sciacca è nato a Torino, città in cui vive e scrive.

Stefano Sciacca e l’eterna lotta tra il bene e il male: il diavolo ci racconta Torino.
I tema, anzitutto. Il “file rouge” del romanzo. Il nucleo. Torino. Ma ovviamente non una Torino qualunque. La Torino magica, oscura, diabolica.
Un argomento, credo, abbastanza sfruttato, al limite dell’abuso.
Saggi, romanzi, racconti, testimonianze, articoli. Mille e mille sono stati gli interventi volti a raccontare e/o spiegare l’esistenza di questa Torino nera e cattiva e pericolosa.
Sciacca, nello scegliere questo filone, presenta un approcciodecisamente tradizionale. Nessuno psicologismo emerge dal suo raccontare. Il demonio non e’, nel libro di Sciacca, scusa per rappresentare altro. Nessun “il diavolo e’ dentro di noi” o simili allusioni o modernismi. E’ un romanzo pienamente calato nella Torino magica e tragica e cupa. Il diavolo forse c’e’ o forse no. Pero’ e’ una entita’ precisa, reale, esterna a noi. Alla fine un western diviso tra buoni e cattivi. A fronte di cio’ l’ambientazione di Sciacca e’ positivamente articolata. Torino, i suoi palazzi, le sue vie e piazze. Tutto cio’ viene descritto molto bene. Con una ottima dovizia di particolari, senza dare nulla per scontato. Una Torino che viene fruita senza difficolta’ sia da chi la citta’ la conosce, vuoi da chi non l’ha mai vista. Una citta’ sotto la neve, vuota, glaciale. Molto azzeccata l’ambientazione, decisamente accattivante. I giardini di rose di Via Vespucci e la trasversale Via Pietro Micca. Luoghi perfettamente rappresentati, visivamente individuabili.
Torino credo sia un segmento narrativo di Sciacca tra i piu’ importanti. Forse addirittura “il” piu’ importante. Torino, nel libro, e’ dovunque, incombente, indispensabile. Ma anche sul fronte dei personaggi Sciacca mostra una capacita’ ad oggi purtroppo inconsueta. E cioe’ l’ormai desueto impegno a rappresentare gli “attori” della scena non solo per quello che fanno o pensano, ma per quello che sono e per come si presentano. Statura, vestiti, stazza, capelli … Tutto viene minuziosamente descritto e illustrato. Lo sforzo descrittivo e’ notevole, ma produce un risultato eccellente. Finalmente un romanzo in grado di illustrare luoghi e personaggi. Il fatto che si tratti di un “autor giovane” incrementa questa positiva peculiarita’. Infatti e’ dote rara negli scrittori contemporanei la capacita’ di descrivere. Che in questo romanzo di Sciacca emerge invece con buona personalita’.