Il cadavere volubile

Il Cardo è sempre lui: torna nella sua stamberga di Stupinigi in piena notte, ubriaco, e torva un morto sul pallet. Già, perché quando non va a cercarseli sono i guai a trovare il più sgangherato e sboccato perdigiorno del pianeta. Ma con un morto in casa c’è poco da scherzare, e se poi il morto sparisce di colpo per riapparire poco dopo, altrove, allora la faccenda comincia a prendere contorni inquietanti. E allora è necessario chiedere aiuto a Ribò, l’amico ex poliziotto. Ma sarà dura anche per lui, in questa storia capovolta, dove i morti si comportano da vivi, i sani cercano la miglior cura per le emorroidi da tre medici diversi e un morto stecchito dice la sua con una voce che fa gelare il sangue. Ma la girandola di situazioni grottesche, gaie e dissolute non finisce qui, perché quando c’è di mezzo il Cardo, si sa, tutto può succedere, e infatti, come se non bastasse, qualcuno se la prende anche con Angela… E poi tutto precipita, il Cardo si traveste da spaventapasseri e trova il morto in un frigo, poi ride e piange, e noi con lui, trascinati dalla sua linguaccia di zolfo.

 

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

Il cadavere volubile

Autore

Massimo Tallone

Editore

Frilli

Pagine

288

Autore

Massimo Tallone

Massimo Tallone, scrittore e saggista torinese, ha pubblicato con Fratelli Frilli Editori Piombo a Stupinigi (2007), Veleni al Lingotto (2008), Doppio inganno al Valentino (2009), L’enigma del pollice (2010), La manutenzione della morte (2011), Il Cardo e la cura del sole (2012), L’amaro dell’immortalità (2013). Nel 2009 ha pubblicato il saggio Dizionario ironico della cultura italiana per Utet. Per le Edizioni e/o ha pubblicato Il fantasma di piazza Statuto (2012) e Il diavolo ai Giardini Cavour (2013). Nel 2014 ha pubblicato per Dudag l’e-book Vico Bimah e il passaggio segreto. Dal 2011 collabora con il quotidiano La Repubblica, per il quale scrive racconti seriali. È socio fondatore di Torinoir e direttore artistico della scuola di comunicazione e scrittura Facciamo la Lingua.

IL CADAVERE VOLUBILE
Massimo Tallone e l’arte di creare personaggi.

La produzione di Massimo Tallone e’ tumultuosa , prolifica e vastissima .
In questo libro facciamo conoscenza con uno dei suoi personaggi meglio riusciti: il Cardo .
Il Cardo e’ un personaggio splendido , strepitoso, straordinario , strabiliante , strambo , strampalato ,stratosferico , strafigo, spettacolare , straboccante , strafottente .
Un riuscitissimo incrocio tra un eroe dei fumetti e la simpatica canaglia di certi film francesi o nordamericani .
I tratti caratteristici del Cardo , raccontati da lui stesso , sono il massimo della scorrettezza e del lurido ma anche della simpatia e dell’umorismo .
Il Cardo non si lava mai ( e mostra un infantile stupore verso la necessità di questa pratica ),non ha una vera casa ma un tugurio , ama la compagnia delle prostitute .
Fa l’imbianchino ed è un maestro del trompe l’oeil.
Sbarca il lunario come può , e’ sostanzialmente un incapace e ovviamente beve .

Ha un amico , Riibo ‘, silenzioso , enigmatico , preciso ,metodico , lucido .
Vive in centro città, prevede qualsivoglia difficoltà o pericolo , ha sempre piani di azione affidabili ed efficaci .
Il contrappunto tra i due e’ perfetto , così come ideale e’ il loro grado di integrazione e la loro amicizia , sia pur essa scalcagnata.
La narrazione ( che Tallone fa svolgere dal Cardo stesso ) e’ stupenda , capace insieme di essere precisa e puntuale così come di massacrare letteralmente qualsiasi accenno di luogo comune , che viene sistematicamente evocato per poi andare incontro ad una altrettanto inevitabile ridicolizzazione.
Il lettore rischia di essere letteralmente rapito soprattutto dai quattro o cinque capitoli centrali , nei quali il protagonista , con una pistola puntata alla testa , da corpo e voce ai propri pensieri con una stupefacente capacità di dilatare il tempo, in certi istanti persino di fermarlo, consegnandoci una narrazione di altissimo livello .
La scena della mano del Cardo , incastrata nella buca delle lettere , e’ magnifica , insieme esilarante , drammatica , tenera .
Il personaggio del poliziotto Rigamonti e’ mirabile , così come lo sono l’alternarsi sapiente di dialoghi ed azione ,pianto e riso , dramma e commedia.
E poi c’è Torino ….una Torino liquefatta dal caldo ma mai oleografica, e il dosaggio sapiente tra la città più centrale ed i suoi dintorni : Chieri, Stupinigi ,Avigliana
Siamo tutti un po’ Cardo.

Gabriella Bardaro
Una che legge