Black and Blues

Sette racconti
Sette storie in cui l’autore fa muovere i protagonisti in luoghi da lui amati Torino, Parigi, la Costa Azzurra, la Spagna
La varietà dei temi è sorprendente: atmosfere noir, misteri alchemici, percezioni extrasensoriali, le alterne e imprevedibili vicende dell’amore, i capricci del destino e persino una delicatissima “fiaba” urbana che sarebbe piaciuta a Italo Calvino
Sorprendente è la capacità di Della Porta di avvincere l’attenzione del lettore con ironia e leggerezza, emozione e sentimento

Categoria:

Dettagli del libro

Titolo

Black and Blues

Autore

Piero Della Porta

Editore

ed Neos

Pagine

167

Autore

Piero Della Porta

Piero Della Porta nasce a Torino nel 1955 consegue la Maturità Classica e si laurea in Medicina. Il suo curriculum letterario riporta un terzo posto al Premio Nazionale "M.Tobino", finalista al Premio Nazionale "Città di Terni" terzo al concorso nazionale "Città di Castellamonte" fra i primi tre finalisti al premio "Edizioni Clandestine" fra i primi venti finalisti a" Parole di Carta" ,primo finalista al premio "Mario Soldati" e secondo al premio "Carlo Levi" Collabora con il Centro Pannunzio.

Sette storie, di ognuna vorresti sapere di più; vorresti per ognuna un altro capitolo, vorresti che ognuna fosse un libro intero.

Il libro si apre in una casa su una scogliera della Galizia, nella casa di José e del suo gallo Belfagor: ricevono una visita che turba la loro pace e che riesce a inquietare il lettore. Prosegue con “Incontri”, scritto senza punti, la punteggiatura si limita alle virgole: in una Torino rapida e incalzante come lo stile del racconto c’è Maria, la vecchina vagabonda che qualche torinese ha incontrato davvero; e a Maria capita una giornata fortunata. Dopo poche pagine già si passa a “Black and Blues”, il racconto che dà il titolo all’opera; i protagonisti sono Shamira, una bella donna disinibita, la musica che ama cantare, che batte il tempo del racconto, e Torino, che colora il racconto di un grigio quasi londinese. Dalla fredda città dell’autore a Parigi, per un racconto che affianca la poco fantasiosa routine di un impiegato di banca al misterioso mondo dell’alchimia, attraverso una crescente tensione e un finale da thriller. Tensione è la parola perfetta per descrivere “Camminando sul vuoto”, la storia di un funambolo, della sua corda tesa dalla Tour Eiffel ai giardini del Trocadéro e del suo amore per Cécile. Il penultimo racconto ci trattiene ancora in Francia, ma a Nizza questa volta; seguiamo le vicissitudini di un avvocato annoiato che paga le conseguenze del subire il fascino di una autostoppista seducente. E infine il libro si chiude di nuovo con qualche pagina di sole virgole, per raccontare un “giretto” in macchina da cardiopalmo.

Il libro, come si può intuire dal breve riassunto appena fatto delle sue parti, è ricco di temi: i racconti si diversificano sia nei protagonisti, sia per quanto riguarda i luoghi, sia, soprattutto, circa i temi; ma in tutti o quasi sono presenti tre costanti. Il mondo di Della Porta sembra fatto di musica, di noir e di sesto senso: quasi sempre le sue parole hanno una colonna sonora jazz o blues, ogni racconto ha almeno un momento di suspense e, subito prima, tutti i protagonisti percepiscono una sensazione di pericolo non ben identificata ma molto forte, che in qualche modo li preavvisa e permette loro una pronta reazione; l’attenzione del lettore è, così, costantemente sollecitata dall’attesa di qualche avvenimento inquietante, di cui non si conoscono i come, i quando e i perché fino alla fine.

Dunque sette storie avvincenti, per ognuna vorresti un libro; ma poi ti rendi conto che il racconto è il luogo felice in cui riescono a conservare la loro facilità e la loro poesia contemporaneamente.

Giulia Cavalli