La piazza del diamante

La piazza del diamante

La piazza del diamanteCi ho messo un po’ a prendere confidenza con “La piazza del diamante” di Mercè Rodoreda, lo ammetto. Le prime pagine le ho digerite lentamente e faticosamente, poi però, senza accorgermene, mi sono ritrovato a leggere sempre più con interesse e piacere, un libro che mi ha conquistato lentamente. Ovviamente un motivo c’era, se Gabriel Garcìa Marquez lo ha definito “il romanzo più bello che sia mai stato pubblicato in Spagna dopo la guerra civile”. Sulla nostra relazione non ci avrei scommesso troppo, inizialmente, invece mi ero sbagliato. Sono gli errori migliori ed è bello che alcuni libri non scoprano subito le loro carte, un po’ di attesa fa bene al rapporto, se ne vale la pena.

Il romanzo è ambientato a Barcellona, nel periodo della seconda repubblica spagnola e della guerra civile, Natàlia, la protagonista, è una donna del suo tempo, soggetta a determinate regole contro le quali può ben poco, ma che, fondamentalmente, accetta senza recriminare.  La donna è testimone di una femminilità pronta al sacrificio, a lottare con la solitudine e con le ansie e le insoddisfazioni che la società le impone, ma anche con quelle della guerra che non risparmia dolori e perdite gravi e che fa del quotidiano una costante lotta per la sopravvivenza, anche per gli uomini.

Natàlia è dapprima la compagna di Quimet che la conquista, le dà due figli e la lega al suo volere perché lui è l’uomo e lei la donna, ma poi sarà la compagna di Antoni che la salverà, nel momento in cui niente sembrava poterlo fare, e che si saprà conquistare l’affetto e la gratitudine di lei e dei suoi figli. Quimet è l’uomo che non deve chiedere, al quale obbedire senza fare storie, Antoni invece è l’uomo che chiede sempre, dotato di un’attenzione e di una sensibilità, quasi di un’innocenza che, di solito, poco ha a che fare con il maschile.

E’ un racconto che sa narrare le miserie della povera gente, di coloro che non possono fare altro che essere spettatori di quello che da loro non è deciso, ma che li cambia radicalmente dentro, vivere è sinonimo di lotta continua e, quando ci si può permettere di fermarsi, quasi non ci si riesce, non si ha l’abitudine.

Buona lettura!

a cura e con la cura di Mario De Maglie


SCHEDA del LIBRO

Titolo: La piazza del diamante
Autore: Mercè Rodoreda
Editore: Beat