Dieci minuti con… GOCCE DI VELENO di Valeria Benatti

Dieci minuti con… GOCCE DI VELENO di Valeria Benatti

goccevelenoCi sono le parole dette, quelle non dette.

Quelle intuite, quelle fraintese.

E poi ci sono loro, le parole-lama.

Quelle che tagliano, e lo sanno fare.

Quelle che squarciano: che fanno sentire il dolore, ma fanno anche uscire la luce.

Lei è Claudia, una donna come me, come te, come la ragazza che vedi ogni mattina correre dietro l’autobus da prendere al volo.

Come tua madre, o come le cose che non conosci, ma che forse scoprirai.

È la storia di un amore malato.

No, meglio.

È la storia di quanto si possa far male all’amore, all’idea che ne abbiamo, rendendolo malato.

Valeria Benatti mi ha ricordato un po’ il Cyrano cantato da Guccini “perché con questa lama io uccido quando voglio”.

Le sa usare lei, le parole-lama.

Dio, se la sa usare.

È un libro che ti si incolla, anche nelle parti in cui vorresti solo andare avanti e non aver capito tutto così bene, così nitidamente.

Lei no, lei schiaccia, imprime, dettaglia.

“L’amore, così, mi annienta invece di farmi volare. Mi àncora a terra e mi tiene lì, come un mulo legato alla catena”.

  • Questo libro, Valeria, ha delle parole difficili da leggere. Si fermano in testa, non si muovono. Cosa ha significato per te vederle nero su bianco? Com’è vivere con Claudia?

Vivere con Claudia per me è stato attraversare un dolore, il suo dolore. Il dolore provocato da Barbablù, da un uomo narciso che l’ha trattenuta, spinta, affondata.

Un dolore per uscire dal quale Claudia affronta un percorso lungo, difficile e, a sua volta, ancora doloroso.

Questo è un romanzo e Claudia ne è la protagonista.

Però siamo tutte un po’ Claudia. Almeno una volta nella vita: quando ci viene rivolta una parola brutta, un atteggiamento offensivo, una frase immeritata.

Sono forme di violenza che ogni donna, purtroppo, subisce o ha subito.

  • I libri, le canzoni, i film, gli amici. Sembra che tutto il mondo lì fuori capisca, prima di Claudia, il pericolo tangibile che sta vivendo. C’è però poi un momento preciso in cui si smette di accettare la violenza psicologica, un momento in cui si decide di liberarsi dalle storie sbagliate. Io l’ho provato. Tutte le donne lo sentono quando decidono di riavere il proprio “io”. L’aria nuova che stenti ad inalare perché devi imparare a respirare di nuovo.

Perché si fa fatica a “rinascere”, secondo te?

Perché ci si è abituati al buio. Perché a volte ti sei talmente abituata a camminare a spalle curve che non pensi di poter meritare di più e meglio.

E da sola è difficile, se non impossibile, togliersi questi pesi, queste àncore.

Però poi quando chiedi aiuto ed inizi a rivedere la luce, comincia inevitabilmente la guarigione, la liberazione.

È necessariamente un percorso lento, perché bisogna imparare di nuovo a stare dritti e respirare in libertà.

È un passaggio graduale ma meraviglioso.

  • Noi donne abbiamo un po’ la visione dell’ amore crocerossino.

“ Io lo salverò”, “con me sarà diverso”, “ a me non lo farà”.

All’ interno dell’Associazione antiviolenza Cerchi d’Acqua, che racconti nel libro e per la quale sei stata volontaria, quante storie così hai visto?

Tante. Troppe.

Questa educazione patriarcale che ci insegnano sin da piccole, ci crea la “sindrome da crocerossina”.

Bisogna lavorare su questo: modificare l’atteggiamento mentale, agire sull’educazione di bambine e bambini da subito, per evitare di creare danni irrimediabili.

Da quando è uscito il libro ricevo moltissimi messaggi, la maggior parte dei quali struggenti.

Sono donne che leggendo Gocce di veleno si son sentite capite, comprese, credute.

Si sono ritrovate in quelle parole.

E ci sono anche uomini che hanno sentito nelle parole crude il bisogno di capire il perché di certe trappole. Capire significa evitare, imparare. Essere migliori.

È un romanzo testimonianza. Nessuna donna deve vergognarsi di essere stata vittima.

Mai più. Noi non ci dobbiamo vergognare. Mai.

  • Tre aggettivi con cui descriveresti il tuo libro

Struggente, intenso, profondo.

Si, Valeria, è proprio così.

Così profondo che, dall’altro lato, hai fatto intravedere la possibilità del bello.

a cura e con la cura di Natalia Ceravolo


SCHEDA del LIBRO

Titolo: Gocce di veleno
Autore: Valeria Benatti
Editore: Giunti