PREMIO STREGA 2016 > 27 LIBRI PER 27 LETTORI [quarto classificato]

PREMIO STREGA 2016 > 27 LIBRI PER 27 LETTORI [quarto classificato]

Francesco Rodolfo Russo ha letto per noi “Il cinghiale che uccise Liberty Valance” di Giordano Meacci
Quarto classificato


UN LIBRil cinghiale che ucciseO DA LEGGERE CON ATTENZIONE
Dove la leggenda diventa realtà vince la leggenda

La vicenda si svolge tra il luglio del 1999 e il novembre del 2000 a Corsignano, un immaginario paese tra l’Umbria e la Toscana.
Giordano Meacci, seguendo un percorso non spiegato ma immaginabile , si muove senza seguire la successione temporale degli eventi .
Il linguaggio e’ un misto di eleganza e raffinatezza , di “‘slang ” toscano non soltanto nei dialoghi e di una nuova singolare lingua : il cinghialese.
L’autore mostra autentica erudizione collegando a situazioni e protagonisti del romanzo alcuni personaggi cinematografici ( Liberty Valance in primis ), letterari ( Cyrano, Fra Cristoforo , Mercuzio ) e interpreti lontani e recenti della storia e della cronaca .
Apostoli , santi e religiosi ,attori , musicisti , letterati , politici , ognuno è sistemato nel posto adeguato .
A volte si allude , altre un rimando ad avvenimenti accaduti contemporaneamente agli episodi narrati , altre volte ancora è un semplice accenno o una citazione .
Meacci esprime una parte pregnante di sé in brani come quello della storia di Antonia abbandonata il giorno delle nozze , o quello dell”esagerato Adriano Andreoli o del miope Alvaro Muzzi.
Davvero coinvolgenti gli avvenimenti che creano sofferenza a Silvana e Federica e tormento ad Amedeo che si confronta con il fantasma di Davide .
Notevoli sono i capitoli centrati sui cinghiali , espressivo e commovente il capitolo in cui Chraww-nist muore nella radura dopo essere stato colpito al ventre da una palla di fucile ” sparata da un uomo alto sulle zampe ”
Muore domandandosi il significato di una parola che lui mai aveva sentito.
Un libro che contiene descrizioni e osservazioni proposte con una delicatezza quasi poetica.
Senza dubbio un romanzo per lettori sopraffini e dal palato fine.

Francesco Rodolfo Russo